Dati in crescita e risposte concrete: a Codogno due panchine simbolo contro il bullismo e una rete di solidarietà che coinvolge cittadini, associazioni e territorio.
Panchine contro bullismo a Codogno: il progetto del Magnete in ospedale. Il bullismo non è più un fenomeno episodico, ma un segnale che è presente nelle scuole, in famiglia, nello sport, negli spazi pubblici.
E i numeri lo confermano.
Secondo i dati ISTAT più recenti, oltre il 20% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni in Italia dichiara di aver subito comportamenti offensivi, non rispettosi o violenti, mentre in Lombardia il fenomeno resta tra i più monitorati per diffusione e impatto sociale. A questo si aggiunge la crescita del cyberbullismo, che amplia il problema oltre i confini fisici e lo rende continuo, invisibile, e più difficile da intercettare.
In questo contesto, parlare non basta più. Servono segni concreti, serve prevenzione e non solo riduzione del danno.
Due panchine e un messaggio d’impatto che resta
All’ospedale di Codogno e nel reparto SPDC, sono state installate due panchine multicolore realizzate a mano dai volontari dall’associazione Il Magnete.
Vogliono rappresentare un segno concreto di prevenzione. Attraverso le frasi impresse sul legno, si vuole dare un messaggio chiaro: no al bullismo, no alla violenza. Non sono solo semplici arredi urbani.
Ogni colore parla di diritti da tutelare o di comportamenti antisociali da eliminare: il verde del cyberbullismo, il giallo del bullismo, l’arancione della disabilità, il lilla della gentilezza e dei disturbi del comportamento alimentare, l’azzurro dei diritti umani. Un linguaggio immediato, visibile e accessibile a tutti.
Una panchina è stata donata grazie ai cittadini, attraverso gazebo, pesca di beneficenza e donazioni raccolte negli ultimi mesi, compreso l’evento in cui abbiamo condiviso il ricavato con ABIO Lodi, che ha permesso di acquistare e distribuire regali di Natale ai bambini ospedalizzati.
L’altra è stata donata dalla nuova azienda partner Industrial Projects srl, che ha scelto di sostenere concretamente il progetto.
Due origini diverse, un unico significato: la comunità che si attiva per tutelare le persone più fragili e deboli.
“Ogni gesto di rispetto ha un valore concreto, e quando una comunità si muove insieme, il cambiamento diventa reale”
— Annamaria Sgorlon, presidente Il Magnete
Le panchine come presidio sociale
Portare queste panchine in un ospedale non è casuale e non è la prima volta che doniamo a strutture che si occupano delle fasce più deboli.
Significa entrare in un luogo di fragilità, dove le persone arrivano già con un carico emotivo importante. Significa ricordare che il rispetto, l’ascolto e la gentilezza non sono concetti astratti, ma pratiche quotidiane. Significa tutelare il valore supremo di ogni essere umano, la dignità. Fondamento dei diritti inviolabili dell’uomo.
Le panchine diventano in questo modo un punto fermo, un richiamo visivo e simbolico, un invito a fermarsi, e non solo fisicamente. Serve riflessione e rispetto.
Dai cittadini ai cittadini: il valore delle donazioni
Dietro ad ogni progetto del Magnete c’è sempre una logica semplice, quella della condivisione.
Le risorse raccolte non sono mai grandi cifre, però hanno per noi e per chi accetta di ricevere, un valore enorme, perché nascono dal territorio che si muove.
È quello che è accaduto durante i gazebo, la pesca di beneficenza e le iniziative diffuse tra i cittadini e i volontari.
La scelta è quella di restituire sempre qualcosa alla comunità.
In passato, parte del ricavato è stata donata alla Caritas Lodigiana, realtà storica impegnata nel supporto alle persone in difficoltà.
Domenica 19 a Melegnano, con il progetto #unamelacontrobullismo, il Magnete sarà nuovamente in piazza Risorgimento dalle 8 alle 13. Metà del ricavato sarà condiviso con Lodiskate, associazione che lavora con i giovani attraverso lo sport, promuovendo aggregazione sana e prevenzione del disagio.
Una rete che cresce
Negli anni, il Magnete ha coinvolto volontari, cittadini, enti, aziende. Ha trasformato muri in messaggi, panchine in simboli, eventi in occasioni di incontro.
In questo modo è possibile creare contesti diversi, dove il rispetto diventa visibile e condiviso.
Un invito aperto a tutti
Domenica 19 a Melegnano il gazebo sarà ancora una volta un punto di incontro. Ci sarà chi passerà per curiosità, chi per sostenere i nostri progetti, chi per fermarsi a parlare, chi per entrare a far parte dei volontari operativi.
Tutto conta, ogni parola, ogni gesto, ogni sorriso.
Partecipare, donare, condividere, piccoli gesti che, messi insieme, creano un impatto reale.
Perché il bullismo non si combatte da soli, si affronta insieme, passo dopo passo, gesto dopo gesto.
E a volte basta solo una panchina per iniziare.
Vi lasciamo alcuni articoli de Il Cittadino e de il Giorno



