Lodigiano in Colors TAG
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Progetto di arte urbana promosso da Il Magnete APS
Lodigiano in Colors TAG è un progetto di arte urbana e partecipazione civica promosso da Il Magnete APS con l’obiettivo di prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo attraverso interventi artistici condivisi nello spazio pubblico.
L’esperienza artistica e sociale dell’associazione Il Magnete APS affonda le sue radici già nel 2017, quando a Tavazzano con Villavesco venne realizzato un grande murales collettivo con l’obiettivo di favorire aggregazione, inclusione e consapevolezza tra adolescenti e giovani del territorio. In quell’occasione, un muro di via I Maggio di 365 metri quadrati, fu ripulito e adottato come spazio espressivo, trasformandosi in un luogo in cui l’arte divenne strumento educativo e sociale, capace di abbattere “muri invisibili” legati alle esperienze di crescita, alle difficoltà e alle relazioni.
L’intervento non aveva una finalità puramente estetica: il murales nacque come progetto condiviso per valorizzare le potenzialità personali, rafforzare il senso di appartenenza al territorio e promuovere dialogo, socializzazione e cittadinanza attiva. Attraverso l’arte urbana, i giovani furono accompagnati a sviluppare una consapevolezza critica su temi complessi come legalità, bullismo, immigrazione e disabilità, trovando una chiave di lettura personale e libera da giudizi esterni.
Questa esperienza ha rappresentato un punto di partenza fondamentale per Il Magnete APS, e ha ha contribuito a definire un approccio artistico-educativo che oggi trova piena espressione nel progetto Lodigiano in Colors TAG.
Il progetto nasce nel marzo 2024 come risposta concreta al bisogno di rendere visibili, accessibili e partecipati i messaggi educativi legati al rispetto, all’inclusione e alla responsabilità collettiva.
Nel 2022 avevamo invece dipinto le panchine in tantissimi paesi col progetto Lodigiano in Colors (non solo in provincia di Lodi).
Dalla sua ideazione fino al 2025, Lodigiano in Colors TAG è stato sostenuto da IBSA Farmaceutici, che ha creduto nel valore sociale ed educativo dell’iniziativa, permettendone l’avvio e la diffusione sul territorio.
I murales sono concepiti come strumenti educativi permanenti e non solo come semplici opere decorative. Sono capaci di parlare soprattutto ai più giovani attraverso un linguaggio immediato, visivo e contemporaneo. Ogni intervento nasce da un dialogo con l’Amministrazione comunale e si sviluppa come esperienza collettiva, in cui il muro diventa spazio di espressione, confronto e appartenenza.
Il progetto si articola in due momenti principali:
- Realizzazione del murales, su muro autorizzato, con il coinvolgimento di volontari de Il Magnete APS e il supporto organizzativo del Comune ospitante.
- Inaugurazione partecipata, durante la quale cittadini, famiglie e giovani sono invitati a lasciare impronte colorate attorno all’opera, a simboleggiare l’impegno condiviso contro ogni forma di prevaricazione.
Questo secondo momento rappresenta uno degli elementi identitari del progetto: il murales non è “finito” senza la comunità, perché il messaggio prende forza proprio attraverso la partecipazione attiva.
Nel corso del 2024 e 2025, Lodigiano in Colors TAG ha dato vita a uno o più murales in numerosi Comuni della provincia di Lodi, tra cui:
Lodi, Senna Lodigiana, Montanaso Lombardo, Brembio, Casalmaiocco, San Rocco al Porto, Ospedaletto Lodigiano, Salerano al Lambro, Pieve Fissiraga, Sordio, Castiraga Vidardo, Boffalora d’Adda, Sant’Angelo Lodigiano, Corte Palasio, Lodi Vecchio, Marudo, e altri Comuni che stanno aderendo progressivamente.
Dal 2025, conclusa la fase di sostegno iniziale, il progetto è diventato strutturale e sempre attivo:
Lodigiano in Colors TAG è oggi disponibile 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, per tutti i Comuni del Lodigiano che desiderano aderire e programmare un murales contro il bullismo, e offre ai giovani spazi legali, autorizzati e sicuri su cui dipingere ed esprimere la propria arte, lasciando un messaggio positivo alla comunità attraverso il proprio talento.
Il progetto è interamente basato su attività volontarie e all’aperto, per questo la pianificazione degli interventi tiene conto delle disponibilità delle persone coinvolte e delle condizioni meteorologiche. Ogni muro viene preventivamente valutato per garantire la qualità e la durata dell’opera.
Lodigiano in Colors TAG si configura oggi come una rete educativa territoriale diffusa, capace di trasformare muri anonimi o degradati in segni visibili di responsabilità collettiva, memoria civica e prevenzione attiva.
La storia del murales di via Sforza a Lodi
Nel cuore di Lodi, su un ampio muro di contenimento lungo via Sforza, è nata un’opera che va ben oltre la semplice decorazione urbana: un gigantesco murales che si pone come simbolo collettivo di contrasto al bullismo e prevaricazioni.
Questa opera, parte integrante del progetto Lodigiano in Colors TAG, ha trasformato una superficie prima anonima e poco valorizzata in un messaggio visivo di speranza e riflessione per tutta la comunità.
Realizzato nell’estate del 2024 grazie al coordinamento de Il Magnete APS e alla volontà dell’Amministrazione comunale, il murales si estende per oltre 100 metri quadrati, una scala di grande impatto se confrontata con le “macchie di colore” di 3×4 metri che caratterizzano gli altri interventi del progetto nei diversi Comuni del Lodigiano.
In questo senso, l’opera di via Sforza è sette progetti in uno, simbolo del grande impegno collettivo che articola e supera il semplice gesto artistico.
Il percorso creativo che ha portato alla sua realizzazione è stato intenso e condiviso: il muro, messo a disposizione dal Comune, è stato prima liberato dai graffiti e dalle tracce di vandalismo, quindi progressivamente arricchito di significati e cromie.
La scritta principale, “Stop Bullying”, affiancata da immagini evocative, invita chiunque attraversi quel tratto di strada a fermarsi, guardare e riflettere sulle dinamiche sociali che spesso passano inosservate nella quotidianità.
Il murales, una volta terminato, era stato vandalizzato e percorso da una linea color argento e scritte. Ci sono volute diverse ore di lavoro all’artista per sistemare l’opera deturpata. Nella nuova composizione si leggono elementi che richiamano l’esperienza estetica del kintsugi, la pratica giapponese di riparare oggetti rotti con l’oro per renderli più belli e preziosi di prima. In questo senso, il murales non è solo una superficie dipinta, ma una metafora visiva della capacità di trasformare ferite sociali in valore condiviso: le “fratture” del muro urbano, un tempo segnate dall’usura o dall’abbandono, vengono colmate idealmente da segni, colori e simboli che parlano di resistenza, cura e dignità.
Gli elementi grafici sono concepiti per accompagnare lo spettatore in una lettura che va oltre il semplice “vedere”: occhi che osservano con attenzione, catene che si spezzano, campiture espanse e intensificate da gradazioni cromatiche sono pensati per suscitare consapevolezza, empatia e desiderio di cambiamento interiore. Ogni tratto, ogni sfumatura, ogni elemento grafico è stato progettato per essere un invito attivo alla riflessione, non una semplice decorazione visiva.
L’opera è stata realizzata in un arco di circa 40 ore di lavoro, distribuite in più sessioni, con il coinvolgimento di volontari e cittadini che hanno avuto la possibilità di partecipare direttamente alla posa dei colori nelle fasi finali, contribuendo così a fare del murales un vero e proprio “muro della comunità”.
La dimensione imponente dell’intervento è un messaggio tangibile della forza che l’arte collettiva può avere nel luogo pubblico. Nel cuore di Lodi, quel muro è diventato non solo un punto di riferimento visivo, ma un monumento educativo, capace di parlare a chi passa in auto e soprattutto a chi sceglie di fermarsi e osservare con cura.